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Zooantropologia Willie.it
La storia di ciascun popolo, così come quella dell’Uomo, è sempre stata vincolata all’ambiente in cui essa si è evoluta: animali e cultura rappresentano un binomio inscindibile per quello stretto rapporto di interdipendenza che lega ciascun essere vivente.

I primi graffiti raffigurano scene di caccia o di animali al pascolo; sicuramente gli Egiziani sono stati il popolo che più di ogni altro ha divinizzato gli animali, il dio Anubi dal volto di sciacallo che accompagnava i morti nell’aldilà, la dea Bastet dal volto di gatto, dea dalla fecondità e protettrice dei bambini; molti dei personaggi della mitologia greca hanno assunto sembianze animali, cogliendo di essi spesso solo quelli aspetti che potessero esaltare le loro doti fisiche o psicologiche; gli emblemi di molte nazioni raffigurano animali, spesso effige di potenza e di forza; la stessa religione cristiana si serve di simboli come la colomba e l’agnello in segno di pace.
Nella quotidianità della civiltà contadina gli animali sono sempre stati un campo di riferimento con il quale confrontarsi e relazionarsi e, il bagaglio culturale di ognuno dei nostri avi era permeato dalle esperienze che derivavano dal continuo contatto con questo mondo fatto di istinti, intuizioni ed emozioni.

L’urbanizzazione ci ha portato progressivamente ad allontanarci dalla referenza animale, dall’ambiente “naturale”; la campagna è stata sostituita dall’asfalto e dal cemento, gli alberi relegati a spazi ristretti, i suoni della natura perduti e dimenticati, così come il silenzio.
Ci si è evoluti verso l’antropocentrismo, creando una vera e propria frattura fra l’Uomo e l’Ambiente, divenuti due mondi incomunicabili.
Ha prevalso la logica utilitaristica in nome di un progresso senza equilibrio fra le parti: da una parte l’Uomo, dall’altra gli animali e l’ambiente.

I risultati ottenuti sono bambini informatissimi sui dinosauri ma che non hanno mai visto un cavallo o una mucca o più semplicemente un gatto; adulti che tendono ad antropomorfizzare gli animali non riconoscendone la diversità e quindi la diversità delle loro necessità e delle loro priorità; i divieti e gli obblighi sempre più crescenti a cui sono soggetti i possessori di animali in città per l’incapacità di una convivenza civile e responsabile.

La zooantropologia nasce alla fine degli anni '80 in Europa e USA anche se una prima “rivoluzione mentale” si e' avuta nel 1859 con C. Darwin che ha rivendicato un grado di parentela più o meno stretto fra gli animali e l'uomo.

 

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Quando gli animali regalano un sorriso...

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